Olbia è una delle città più dinamiche della Sardegna e rappresenta, sin dall’epoca dei Giudicati (XI sec. a.C.), la capitale della Gallura, la regione nord-orientale dell’isola.
Tranquilla città di pescatori e di marinai, cresciuta sulle risorse del placido golfo, ha conosciuto negli ultimi decenni un notevole slancio economico: lo sviluppo di attività commerciali e industriali ha cambiato rapidamente il suo tradizionale volto, ma il centro storico è rimasto intatto.
Olbia è uno degli snodi fondamentali del turismo in Sardegna, tanto per ciò che la città in sé offre, quanto per le innumerevoli possibilità che si presentano nelle sue immediate vicinanze e che sono in grado di accontentare i gusti più svariati: da Porto rotondo, Porto Cervo e la Costa Smeralda, per gli amanti della "Dolce Vita", della mondanità e del turismo d’élite (con i loro Yacht e le ville mozzafiato che si affacciano sui porticcioli suggestivi), ai i monumenti costruiti dalla mitica Civiltà Nuragica, per gli appassionati di archeologia e per chi è più interessato alla storia e alla cultura.
Inoltre, per chi ama la natura è possibile ammirare la bellezza della costa, con le sue spiagge mozzafiato e le sue rocce multiformi e la ricchezza dei suoi parchi marini protetti. Affascinanti sono anche percorsi escursionistici legati all’immediato entroterra, con la sua impronta pastorale e rurale, le chiese di campagna ed i piccoli musei etnografici, la vegetazione caratteristica, le varietà animali, le tradizioni eno-gastronomiche.

OLBIA
I collegamenti nazionali ed internazionali con la città di Olbia sono piuttosto efficienti: l’Aeroporto Costa Smeralda si trova a 5 minuti dal centro e collega Olbia con tutta la penisola (Meridiana, AlpiEagles, ecc.), con Londra (Meridiana, EasyJet, ecc.), con tutta la Germania (Hapag Lloyd, EasyJet,ecc.) e con il resto dell’Europa (specialmente via Roma e Milano).
Il porto principale di Olbia si trova in centro e garantisce vari e frequenti collegamenti con: Civitavecchia (Roma), Livorno, Genova, (con Tirrenia, Moby, Snav, ecc.); un altro porto, Golfo Aranci (15 km dal centro), permette di raggiungere la penisola con Sardinia Ferries.
AEROPORTO PORTO 
Il nome Olbia (dal greco olbios=felice) continua ad alimentare le polemiche tra gli studiosi riguardo le origini greche (VIII sec. a.C.) della città, ma la fondazione ufficiale sembra essere avvenuta ad opera di Fenici e Cartaginesi. Nel 238 a.C. i Romani conquistano Olbia (per la perfezione del suo porto naturale e la sua posizione strategica) e costruiscono importanti opere pubbliche.
Con il VI secolo ed il generale declino dell’Impero Romano, inizia un periodo di decadenza che passa attraverso la breve, ma violenta dominazione vandala che dura sino alla fine del millennio. Olbia rinasce a nuova vita con il periodo dei Giudicati, diventando sede episcopale e capitale del Giudicato di Gallura. E’ un periodo di gloria e di autogoverno per tutta l’isola, ma anche di continue e sanguinose lotte, non solo tra le famiglie rivali per la conquista del potere, ma anche a causa del continuo tentativo di controllo della regione da parte delle potenti città marinare (Pisa e Genova). Di quest’epoca sono testimonianza le rovine del castello medievale di Pedres, che domina la città da un colle vicino.

CASTELLO DI PEDRES
Nel XIV sec. la città viene ceduta agli Aragonesi e poi agli Spagnoli: è l’inizio di un nuovo declino.
Il 1600 è, per tutta la Gallura, un triste periodo di carestie, pestilenze e incursioni piratesche.
Dopo una breve parentesi di influenza austriaca, la Sardegna torna ad avvicinarsi al resto della penisola con il trattato dell’Aia del 1720, che la affida alla corona Savoia: inizia finalmente un nuovo periodo di crescita ed Olbia ritorna ad essere il centro più importante della Gallura.
Gravemente bombardata durante la Seconda Guerra mondiale, rinasce negli anni ‘60 e, con la valorizzazione turistica della Costa Smeralda, diventa uno dei centri più dinamici dell’isola.
Il centro storico si affaccia sul porto (dove sorge il Museo Archeologico, nato per ospitare i reperti provvisoriamente conservati a Cagliari ed alcune delle navi romane e giudicali ritrovate durante gli scavi più recenti) e sul mare, dove la città e nata e si sviluppa attorno ad una strada lastricata di granito, Corso Umberto I.
Per gli olbiesi è da sempre la strada della passeggiata, ma anche per il turista è l’angolo più tranquillo della città: si cammina attraverso edifici ottocenteschi (il Municipio, la Biblioteca, il palazzo Scolastico), viuzze e vicoli costeggiati da case tipiche in granito, caffè, ristoranti, gelaterie, negozi e botteghe, per arrivare in piazza Regina Margherita e piazza Giacomo Matteotti. In una delle viuzze si trova la Chiesa di San Paolo (edificata nel 1700, unisce lo stile tipico locale dell’esterno in granito con gli influssi arabeggianti della cupola variopinta e smaltata).
A pochi passi dal Corso, oltre la stazione, si trova la Basilica di San Simplicio: è il monumento più prezioso - e sicuramente il più amato dagli Olbiesi - un simbolo della città in stile romanico (unico esempio di romanico in Gallura). La basilica è quasi interamente costruita in granito, realizzata in più fasi tra l’XI ed il XII sec., e denota influenze di stile pisano. L’interno è suggestivo per la sua semplicità e l’atmosfera che si vive riporta il visitatore indietro nei secoli: tre navate divise da colonne e pilastri granitici consumati dal tempo, stile severo, muri imponenti, silenzio surreale, profumo di pietra vissuta per quasi un millennio. Le reliquie di S. Simplicio (santo patrono di Olbia) e di altri martiri, ritrovate grazie agli scavi effettuati nell’800, sono gelosamente custodite all’interno della chiesa.
SAN SIMPLICIO SAN PAOLO 
Fuori dal centro: fra le testimonianze del periodo Nuragico, le Tombe dei Giganti di Su Monte’e s’Abe (XVIII-XVII sec. a.C., monumenti funerari), il pozzo sacro di Sa Testa (II millennio a.C., uno dei più importanti santuari del culto dell’acqua, praticato dai nuragici) e le rovine della fortezza nuragica Rio Molinu (IX-VIII sec. a.C.; del periodo romano, le rovine della fattoria S’Imbalconadu e dell’acquedotto (II sec a.C.).
Nel periodo Giudicale (la Gallura, con capitale Olbia, era uno dei 4 Giudicati nei quali era divisa a quell’epoca la Sardegna) rimane il Castello di Pedres, teatro di aspre contese tra giudici locali, pisani, genovesi e aragonesi nell’ambito delle sanguinose lotte per il controllo del territorio, succedutesi durante tutto il 1300.
Oltre alla cucina tipica nazionale, è possibile godere della varietà di quella locale e innumerevoli sono i piatti di mare: la lista va dagli antipasti ai primi a base di frutti di mare, sino all’orata o alla spigola alla griglia o al cartoccio, passando attraverso fritture miste di calamari e gamberetti, insalate di polpo e bottarga (tutta questa varietà grazie all’ampia disponibilità di pesce freschissimo appena pescato).
Invece, i piatti di terra più caratteristici sono la "zuppa gallurese" (pane tipico, intriso di brodo saporito e formaggio fresco, cotto in forno per 40 minuti), i ravioli di formaggio, i "malloreddus" (gnocchetti di grano duro) con sugo di pomodoro, il porcetto ("su polcheddu", arrosto di maialino da latte insaporito con foglie di mirto e cotto alla brace molto lentamente), i formaggi (specialmente il pecorino, fresco o stagionato), il pane (fresa, pane carasau, pane guttiau, il cinghiale (in agrodolce o con le olive e l’alloro), la "seadas" (dessert fatto da una sottile sfoglia di pasta fritta, formaggio e miele).



I vini tipici sono: il bianco Vermentino di Gallura, per chi gusta un piatto di pesce; il rosso Cannonau di Sardegna, per i piatti più saporiti; il Moscato di Tempio, per chi ama il dolce. Da non perdere, alla fine di una cena "alla sarda", il digestivo liquore di mirto prodotto dalle bacche della pianta omonima, largamente diffusa in tutta la zona.

VINI E LIQUORI